Una ragazza cattiva di Alberto Beruffi- Recensione

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Un autogrill si trasforma in un’orribile scena del crimine dopo il ritrovamento del cadavere di una delle cameriere. Si tratta di Giulia Scarpanti, a detta di tutti una brava ragazza, figlia minore di un avvocato. È stata strangolata con la corda di una chitarra. Ma non è tutto. Le è stata messa della colla sulla bocca per farla “sorridere”, le pareti del locale sono state riempite di poster e accanto al corpo è stato ritrovato un piccolo carillon a forma di juke-box, che diffonde una musica tutt’altro che casuale, apparentemente scelta con agghiacciante lucidità. Qual è il messaggio segreto dietro questa messinscena? I macabri particolari della vicenda ossessionano Mattia Mantovani, un chitarrista dal passato tormentato, al punto da portarlo a collaborare con la squadra investigativa di cui fanno parte Marco Pioggia e Lara Tarantino, da poco trasferitasi in Italia dopo vari anni di collaborazioni in USA con l’FBi. Ma i tre dovranno agire in fretta. Da qualche parte, infatti, l’assassino sta per colpire ancora.

 

 

 

 

 

 

Semplici e un pò banali, io direi quasi imprevedibili e sempre uguali. Sono fatti tutti cosi gli uomini e l’amore.Come vedi tanti aggettivi che si incollano su noi. Dai che non siamo poi cattivi!
Acqua e sale- Mina e Celentano

Perchè ho iniziato con una canzone piuttosto che con una citazione del libro? Semplice perchè la musica, anche in questo romanzo, rimane la protagonista. Dal titolo non si direbbe e invece ci da tanto, tanti indizi per scoprire il colpevole che sta spaventando Mantova e soprattutto gli ex alunni di un liceo cattolico.
Finalmente un thriller vecchio stampo che non sia prevedibile o comunque scontato, dove il personaggio dell’ispettore di polizia è ben caratterizzato così come i personaggi, sia principali (ergo il killer, le vittime) sia i secondari (ergo il direttore scolastico,il bidello ecc), sono sviluppati in maniera eccellente. L’autore fa capire subito al lettore che c’è un “prima” sia a livello temporale, alternando dei capitoli al passato e altri al presente, sia un “post” evento traumatico, un evento che accade all’interno del collegio e che poterà con se nefaste conseguenze.
Il libro presenta alcune particolarità che mi sento di portare alla luce, ossia, i capitoli tra passato e presente sono divisi da una numerazione, numeri romani per indicare il passato, numeri arabi per il presente. Questa particolarità ha aiutato molto nel capire di chi e cosa si sta parlando perchè, e qui entra in gioco la seconda particolarità, i capitoli sono veramente brevi. Si passa dal passato al presente con agilità, questo rende la storia molto più apprezzabile riducendo tantissimo lo scompenso,che spesso, si viene a creare quando si parla di una vicenda accaduta e di un indagine in corso.
Il ritmo del romanzo è veramente incalzante, visto la lunghezza dei capitoli, direi che è una corsa contro il tempo a perdifiato. La musica, come dicevo prima, ha un ruolo fondamentale perchè il killer riproduce delle opere musicali, ma non solo. All’interno del romanzo i nostri protagonisti studiano in un collegio cattolico, quindi in alcuni capitoli seguiamo insieme a loro delle lezioni e ci vengono trasmessi anche delle piccole curiosità, come l’origine della parola Kaiser o Zar, o per esempio perchè il numero del diavolo è comunemente 666, piccole perle che io, personalmente, ho apprezzato e annotato. Ma non solo perle a livello linguistico,ma e soprattutto a livello musicale. E’ vero che magari la maggior parte delle canzoni citate sono molto conosciute, ma ci sono anche dei piccoli suggerimenti più o meno sconosciuti.
Ho apprezzato molto il romanzo nella sua interezza, non nascondo di aver capito il colpevole a circa metà romanzo, ma questo non rovina di certo la lettura anzi si ha comunque la voglia di continuare per scoprire cosa è veramente successo!

 

 

 

 

 

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