Rosso come la neve di Grazia Buscaglia

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Giulia è una scrittrice, una donna e una persona che affronta la vita a muso duro. Dal suo passato riaffiorano alcuni ricordi, sepolti nella memoria, che forse saranno in grado di farle capire meglio il suo presente. Un caleidoscopio di personaggi dalle mille sfaccettature, indecifrabili e immersi nell’ombra, riemergeranno alla luce del sole grazie a questo splendido romanzo d’esordio.

Devo ammettere che inizialmente ero titubante nell’iniziare questo romanzo, la trama non mi ha attirato subito, ma ho deciso di leggerlo quasi come sfida contro me stessa e per portare a termine il mio compito, ossia partecipare al reviews party, ma…

In realtà questo romanzo mi ha stupito! Non me lo aspettavo, mi è entrato dentro e ha lasciato qualcosa. E’ difficile fare questo nel lettore, è difficile lasciare un segno.
Giulia è una ragazza, che diventa donna. Seguiamo il suo percorso formativo, la sua vita, come essa cambi e in che modo trasforma la nostra protagonista. Essa è un pò ingenua, a volte anche troppo, è mette sempre se stessa prima degli altri, senza volerlo sia chiaro, ma purtroppo facendo così ignora molto della vita di chi gli sta attorno.

Quello che mi ha colpito tantissimo è la forza che sprigiona Giulia, che nonostante le mille batoste con cui la vita la sorprende è sempre pronta a rialzarsi e a combattere per chi vuole bene. Ma Giulia non è perfetta anche lei fa degli errori ed essi saranno fondamentali per la sua formazione e la sua crescita. Semplicemente sbagli, successi, insuccessi la plasmeranno. Lei non è sola, anche se spesso crede di esserlo, ha suo padre “Il maresciallo”, ha la Zia Rosy una zia zitella che la cresce e ama come se fosse sua madre, un personaggio che mantiene un segreto e che Giulia dovrà scoprire, ma soprattutto ha Enrico, suo amico dai tempi dell’asilo, sua unica certezza in un mondo che vacilla, ma Enrico non è quello che sembra!

Il tema principale del romanzo, secondo la mia chiave di lettura, è l’idealizzazione delle persone. Tutti noi ci facciamo un idea su chi ci sta intorno, ma averne un opinione e idealizzare una persona sono due cose diverse perchè l’opinione, in quanto tale, è opinabile, ma soprattutto mutabile. Quando invece si idealizza una persona è difficile toglierci dalla mente quell’immagine, talvolta benevola e celestiale, che ci siamo fatti e accettare che non è tutto come sembra!
Giulia combatte contro questa idealizzazione, non ammette, non vede, non cede, ma qualcosa nella sua vita la mette di fronte all’evidenza e non può far altro che elaborare il lutto.
Si proprio così: il lutto! Perchè quando abbiamo idealizzato una persona e poi quel castello di carte crolla e come averla persa, come se fosse morta e rinata e questo può provocare un grande dolore in noi.

Durante la lettura del romanzo ho sentito la voglia dell’autrice di parlarci di Giulia, di Enrico, di Zia Rosy e di tutti i personaggi presenti. Ho avuto la sensazione che sia un romanzo scritto per un motivo, non uno scritto tanto per scrivere!

In conclusione ottimo romanzo, qualche difetto c’è, ma veramente di poca importanza perchè la morale che trasmette il romanzo è molto forte e presente! Un ottimo esordio.

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