Non ti lascerò di Chevy Stevens- Recensione

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Un uomo molto attraente che ti porta in vacanza in un resort di lusso: il mare cristallino, la spiaggia bianchissima, un luogo paradisiaco. Un sogno, per Lindsey. Almeno in apparenza. Nella realtà, il matrimonio di Lindsey è un incubo. Andrew è un uomo morboso: qualunque gesto della moglie, anche involontario, può scatenare la sua rabbiosa gelosia e farlo diventare violento. Beve molto e ha minacciato di ucciderla, se scappa. Una notte, Lindsey riesce finalmente a fuggire portando con sé la figlia. Non torneranno più. Il marito verrà arrestato in seguito a un incidente e per lei e la bambina inizierà un periodo di pace. Undici anni dopo, Lindsey è una piccola imprenditrice, e la sua vita e quella della figlia adolescente scorrono tranquille in una nuova città. Lei frequenta un gruppo di sostegno e ha un nuovo fidanzato, Greg, che la ama più di quanto lo ami lei. Fino a quando Andrew non viene scarcerato e cominciano ad accadere cose strane, una serie di incidenti sempre più misteriosi. Lei e Sophie sono nei guai o si sta solo suggestionando? È Andrew che vuole fargliela pagare per ogni giorno trascorso dietro le sbarre? È tornato per mantenere la sua promessa? D’altronde, chi altro potrebbe essere…?

“Sophie mi parlava dell’effetto farfalla, di come una piccola decisione può cambiare tutto. Mi ha chiesto se ho dei rimpianti.

“E li hai?” […]

“Non ha importanza, non si può tornare indietro nel tempo”

La lettura di questo romanzo, devo ammettere, che mi ha suscitato tanta tanta rabbia, di quella che avrei preso un vaso e lo avrei spaccato in testa a Andrew.
Il romanzo, infatti, tratta un tema delicato e particolare che ai giorni nostri, e con le notizie sempre più aberranti di cronaca, mi sento veramente di consigliare e di leggere, ossia la violenza domestica.
Quante volte al giorno sentiamo di donne uccise e maltrattate dai propri compagni, da coloro che dicono di amare incondizionatamente, ma che non si fanno scrupoli a darti uno schiaffone. In Italia tra il 1 agosto 2017 e il 31 luglio 2018: su 134 delitti commessi, 92 sono donne e nella maggior parte dei casi, gli autori dei crimini sono partner.
E’ un dato alquanto preoccupante, noi donne ci sentiamo costantemente minacciate, non sempre dal partner, ma anche dalla società stessa. Solo pochi giorni fa una ragazza è stata violentata mentre tranquillamente passeggiava con la sua bici lungo la pista ciclabile.
Numeri da far paura, da destare preoccupazione, numeri che devono essere sempre un monito per noi donne per far si che esso scenda. DONNE DENUNCIATE!

La Stevens tratta questo tema con delicatezza, ma anche con brutalità mostrando e raccontandoci tutti i segnali premonitori che avrebbero dovuto accendere una lampadina in Lindsey che invece ha ignorato e si è ritrovata con un uomo alcolizzato che al primo sguardo mal riposto non esitava a prenderla a botte.
Ma il romanzo non narra solo questo aspetto, ma si concentra anche sul dopo. Sul riuscire a liberarsi da una prigione e di ricominciare, su come Lindsey sia stata in grado di portare in salvo se stessa e sua figlia liberandosi di Andrew per dieci anni, finché lui non esce di prigione… da qui il loro incubo ricomincia.

Come detto in precedenza, nonostante il tema trattato e su cui verte il tutto è la violenza domestica non dobbiamo dimenticarci che stiamo comunque parlando di un thriller, che tiene alta la concentrazione e l’adrenalina nel lettore fino alla fine. Gli eventi sono incalzanti al punto che non ti lasciano respirare, il romanzo praticamente si divora per la fretta di sapere, di scoprire per poi darti una botta adrenalinica sul finale!

Non avevo mai letto nulla dell’autrice, quindi per me è stata un enorme scoperta. Sono sicura di voler leggere altro della sua bibliografia perché mi è piaciuto molto il modo in cui è riuscita a spiegare anche i meccanismi psicologici che si innescano nelle vittime di violenza, come ha trattato il tema con delicatezza, ma facendo capire al lettore l’inferno in cui queste donne vivono ed il loro senso di colpa anche quando se ne liberano. Ripeto, per me è un romanzo che merita di essere letto, con voracità e umanità.

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