Morte nelle Highlands di Lucy Foley- Recensione

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Come ogni anno Emma, Mark e i loro amici trascorrono l’ultimo dell’anno insieme. Per Emma, l’ultima arrivata, l’unica a non aver frequentato Oxford con gli altri, è l’occasione per fare bella figura e integrarsi nel gruppo. Ma qualcosa va storto nell’esclusivo cottage che si affaccia sulle gelide acque di Loch Corrin. Sui boschi già imbiancati si abbatte la peggiore tempesta di neve degli ultimi tempi e poi, improvvisamente, uno degli ospiti scompare. Le condizioni meteo sono così proibitive che i soccorsi non possono arrivare e nessuno può andare via. Quando l’ospite viene ritrovato – morto – tutti sono dei potenziali sospettati. Ci sono Heather, la manager del resort, Doug, l’ex marine ora guardiacaccia, una inquietante coppia di islandesi e poi gli amici: Miranda e Julien, tanto belli quanto snob, Samira e Giles con la loro bambina di 6 mesi, Nick e il suo fidanzato americano, e infine Katie, l’unica single del gruppo. Chi è l’assassino? Ma, soprattutto, chi è la vittima?

Lucy Foley nel suo romanzo di esordio qui in Italia costruisce un perfetto thriller, dove unisce amicizia, luoghi comuni, isolamento e omicidio.
Al lettore non è dato sapere chi è la vittima e chi il colpevole e questo non fa che aumentare notevolmente la suspence, ma anche l‘aspettativa. Durante la narrazione ci saranno tanti indizi che ti porteranno a pensare che sia l’uno o l’altro, tante teorie e congetture, ma poi come tutti i castelli di carte, il tutto viene spazzato via in una folata di vento, o in questo caso dovrei dire in una folata di neve.

Ci troviamo in un luogo sperduto della Highlands, conosciuto per il contrabbando di liquori al tempo del proibizionismo. Una sola stazione ferroviaria che lavora a singhiozzi, un guardacaccia burbero e una custode gentile. Entrambi nascondono dei segreti, un passato da rivelare che il lettore è portato a scoprire pagina dopo pagina, ma non sono gli unici ad avere dei segreti.
Infatti il punto focale dell’intera narrazione è la rivelazione di tantissimi scheletri nell’armadio di tutti i protagonisti, non c’è ne uno pulito. Ognuno di loro ha un segreto passato o presente da rivelare.

Non mancheranno i colpi di scena e i ribaltamenti delle situazioni. I loro rapporti di amicizia verranno rivoltati come dei calzini, il tutto si conclude con il momento tanto atteso della rivelazione di assassino, vittima e modus operandi, ma non solo perché anche la tenuta stessa rivelerà dei segreti e delle cospirazioni alquanto bizzarre, ma rese quasi tangibili dalla scrittura dell’autrice.

Come ho avuto modo di dire il romanzo è veramente una rivelazione, si legge veramente in fretta perchè è una di quelle storie così accattivanti da accendere la curiosità del lettore. Un romanzo che si fatica a lasciare finché non si sa la verità delle cose e dall’altra parte ci fa riflettere sui rapporti umani e su quei rapporti che ci ostiniamo a mandare avanti, anche quando non c’è più niente in comune, ma per semplice “lealtà” verso un passato vissuto insieme.
Nell’insieme il romanzo riflette molto sul concetto di lasciar andare le persone e le cose quando il loro tempo si è esaurito e di trovare la forza di andare avanti, perchè quei legami ormai logori non fanno altro che alimentare paranoie e stress nelle persone.

In conclusione è un romanzo da leggere tutto d’un fiato, dall’altronde non riuscirete a fare altro. Scritto in maniera molto equilibrata anche nei salti temporali tra passato e presente! 
Assolutamente consigliato!!

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