Mai dimenticare. Nevernight di Jay Kristoff

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In una terra dove tre soli non tramontano quasi mai, una giovane assassina si unisce a una scuola di assassini, poichè cerca vendetta verso i potenti che hanno ucciso la sua famiglia.
Figlia di un traditore giustiziato, Mia Corvere riesce a sfuggire viva dalla rivoluzione fallita di suo padre per un pelo. Sola e senza amici, si rifugia in una città costruita con le ossa di un Dio morto, poichè ricercata dal Senato e dai vecchi colleghi di suo padre. Ma il suo dono di essere in grado di parlare con le ombre la conduce alla porta di un assassino in pensione, e verso un futuro che non avrebbe mai immaginato.

Ora Mia è l’apprendista del più pericoloso gruppo di assassini di tutta la Repubblica – la Chiesa Rossa. Se riuscirà a battere gli altri apprendisti in sfide di acciaio, veleno e le arti sottili, sarà accolta tra le Lame della Lady of the Blessed Murder, e sarà un passo più vicina alla vendetta che desidera. Ma un assassino a piede libero si aggira tra le mura della Chiesa, i sanguinosi segreti del passato di Mia tornano a perseguitarla, e una cospirazione per distruggere l’intera congrega inizia a farsi strada tra le ombre che così tanto ama.

Sarà la ragazza in grado di sopravvivere alla sua iniziazione per compiere così la sua vendetta?

Questa sarà una delle tante recensioni che sicuramente leggerete sul mondo del web riguardante questo romanzo. Forse la mia recensione sarà leggermente diversa perchè il romanzo non mi ha entusiasmata più di tanto. Sul mondo del web, su instagram più in particolare, leggo e vedo solo commenti entusiasti e questo mi fa sorgere il dubbio che sia stata io a non capire per bene cosa l’autore volesse trasmettermi.

Il romanzo si presenta come un fantasy dalle molteplici possibilità, molto pubblicizzato ha subito acquistato la mia curiosità. Ammetto di non averlo apprezzato perchè l’ho trovato molto lento e ripetitivo, soprattutto la prima parte era, per me, un’agonia. Andare avanti pagina dopo pagina dove non accadeva molto, se non qualche sporadica scena di suspence che mi lasciava senza fiato. Ecco il suo ritmo forse è stato quello che non mi è piaciuto, si passa da un eccesso all’altro. Se un momento prima non c’è niente degno di nota, il secondo dopo è un susseguirsi di azione e movimento che una volta finito rimane nell’oblio della narrazione.

Cosa che invece ho apprezzato, e anche parecchio, è la caratterizzazione dei personaggi che trovo ben fatta e ben studiata. Mia Corvere non è una protagonista che si dimentica facilmente, è forte, intraprendente, sa cosa vuole e come ottenerlo. Anche lei però ha la sua età e spesso viene fuori questa leggera immaturità che ha reso più umana la ragazza. Insieme a Mia vive un “gatto fatto di ombre” che ho adorato. L’idea del gatto quasi come un grillo parlante che solo Mia può vedere, ma indispensabile per la sua vita e per il suo percorso. Ho apprezzato molto anche il fatto che l’autrice non lascia il passato di Mia a libera interpretazione, ma spiega per filo e per segno il perchè e il come lei sia giunta alla Chiesa Rossa e cosa la spinge ad andare avanti.

Detto questo veramente mi rammarico nel dire che non sono riuscita ad apprezzare pienamente questo romanzo e che non penso leggerò i seguiti, perchè non ha acceso quella curiosità in me, per adesso la parte negativa data dal ritmo e dal tipo di narrazione prevale sugli aspetti positivi. Mi dispiace veramente dirlo, non solo perchè non amo fare recensioni negative, ma anche perchè riponevo tante aspettative in questo romanzo che mi ha delusa.
Spero che invece voi possiate apprezzarlo di più!

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