La sovrana lettrice di Alan Bennet- Recensione

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A una cena ufficiale, circostanza che generalmente non si presta a un disinvolto scambio di idee, la regina d’Inghilterra chiede al presidente francese se ha mai letto Jean Genet. Ora, se il personaggio pubblico noto per avere emesso, nella sua carriera, il minor numero di parole arrischia una domanda del genere, qualcosa deve essere successo. Qualcosa in effetti è successo, qualcosa di semplice, ma dalle conseguenze incalcolabili: per un puro accidente, la sovrana ha scoperto la lettura di quegli oggetti strani che sono i libri, non può più farne a meno e cerca di trasmettere il virus a chiunque incontri sul suo cammino. Con quali effetti sul suo entourage, sui suoi sudditi, sui servizi di security e soprattutto sui suoi lettori lo scoprirà solo chi arriverà all’ultima pagina, anzi all’ultima riga.

“Non si mette la vita nei libri. La si trova”

“La sovrana lettrice” è un romanzo, di poche centinaia di pagine,per me è un racconto più che un romanzo.
Un racconto che ci fa vedere il punto di vista della lettrice che si approccia alla lettura in tarda età.
La regina è vista come lo stereotipo della donna/uomo comune,sempre impegnato,sempre di fretta. Quell’essere umano che non ha tempo ne voglia di leggere, ma che non si cosa si perde.
Il lettore viene catapultato, anche se brevemente, nella vita di Elisabetta che deve combattere per portare avanti la sua passione: la lettura.
Come ci fa vedere l’autore leggere non è sempre semplice, ne un obiettivo comune. Leggere è quasi diventato un hobby di pochi, per i pochi eletti.
La sovrana ci insegna che la tua vita può essere impegnata,frenetica, piena di insidie, ma devi sempre avere un libro lì sul comodino pronto a confortarti, a darti coraggio e anche consigli.
Un libro non ti tradisce e non andrà mai contro di te, un libro starà al tuo fianco in silenzio come una torbida certezza.
Essendo appunto breve i personaggi non sono ben caratterizzati, ma d’altronde penso che l’obiettivo dell’autore sia quello di trasmettere la passione e l’amore verso la lettura e non il carattere e la vita della regina.
I personaggi secondari sono volatili, di margine e non di rilievo.
La prima metà del romanzo (circa 50/60) pagine sono state molto interessanti, mentre ho trovato la seconda metà del libro ripetitiva e un pò noiosetta.
Ripeto che secondo me il romanzo non lo si può definire tale, ma solo un racconto e in quanto tale si legge molto velocemente e con piacevolezza.

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