La luce alla finestra di Lucinda Riley- Recensione

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Émilie de la Martinière ha sempre subito il giudizio di sua madre, regina indiscussa della scena mondana parigina. Ora ha trent’anni, ma la freddezza mascherata dal lusso e dagli agi con cui quella donna superficiale e distante l’ha cresciuta è un fardello ancora pesante da portare. La sua morte risveglia in Émilie un groviglio di sentimenti contrastanti e dolorosi, soprattutto quando apprende di essere l’unica erede di un sontuoso castello nel Sud della Francia, un castello che nasconde le risposte a molti degli interrogativi che pendono sul suo passato: sarà un vecchio taccuino di poesie ritrovato tra quelle mura a metterla sulle tracce della misteriosa e bellissima zia Sophia, la cui tragica storia d’amore ai tempi della guerra ha segnato irrimediabilmente la sua famiglia. Una storia così intensa ed emozionante da spingerla a riconsiderare la sua vita e ciò che la circonda: perché all’improvviso continua a pensare a un uomo che ha appena conosciuto, proprio lei che si è sempre tenuta lontana dall’amore?
Voce unica e inconfondibile della narrativa romantica, Lucinda Riley ha scritto un’altra storia d’amore e passione, una storia impetuosa tra passato e presente che incanta, travolge e rapisce.

 

 

 

 

 

 

Terzo romanzo di Lucida Riley, tradotto in italia, nel lontano 2012 che riconferma il mio pensiero su questa autrice.
Lucida Riley per me è una certezza, nel senso che quando non so cosa leggere, mi sento in blocco o semplicemente ho voglia di qualcosa che mi appassioni leggo uno dei suoi romanzi. Ammetto che magari non siano di uno spessore così alto, ma in questo mondo dove non esistono lettori e autori di serie A o B, lei si merita un posto nel mio podio.
Ho letto quasi tutto di quest’autrice (mi manca l’ultimo romanzo in attesa del 2 gennaio), e mi sono fatta un’idea dei suoi scritti e delle sue storie. Lei ha uno schema, oserei dire standard, per quanto riguarda i tempi. Generalmente nei suoi romanzi trovate un mistero da scoprire, un inganno, un introspezione psicologica di uno o più personaggi, l’aiuto esterno e la storia d’amore, per finire la risoluzione del problema o mistero. Più o meno sono tutti composti così, a volte i dialoghi sono un pò banali e scontati, ma il tutto condito da quell’alone tipico, che la rende riconoscibile.
Questo romanzo da un enorme peso alla questione psicologica di quello che potremmo definire l’antagonista e sul disturbo narcisistico della personalità. Esso infatti vuole essere al centro dell’attenzione, riesce sempre a farla franca inventando scuse più o meno improbabili,riesce e cerca di ottenere ciò che vuole e comunque crede che il mondo giri intorno a se, ma Emelie, se all’inizio è interdetta da un’ondata d’amore mai provata prima, piano piano si sveglia da questo sogno e capisce che c’è qualcosa che non va. Al lettore la loro storia d’amore fa storcere il naso quasi subito, ma dobbiamo ammettere che tutte noi abbiamo quell’amica che,praticamente, cade ai piedi di un uomo giustificandone anche le azioni più meschine ed è proprio quello che fa la nostra protagonista, ma come sappiamo bene tutto questo non dura per sempre e anche se continueremo ad imprecare contro l’innocenza di lei, non possiamo far altro che accettare la diversità di pensiero.
Tornando al romanzo, l’ho adorato perchè mette insieme vari elementi come lo spionaggio, la condizione di cecità, la disabilità in relazione all’amore, mette a nudo quello a volte facciamo finta di non vedere cioè le pulsioni di un disabile, tocca temi importanti quali la guerra, la latitanza e la sopravvivenza. Mi è piaciuta molto la parte dedicata al passato ed ho apprezzato la parte al presente.
In conclusione lo stile di scrittura inconfondibile, il suo modo di raccontare un passato lontano, ma che ci fa sentire vicino, il modo in cui le varie storie si intrecciano fanno di questo romanzo un racconto perfetto, una lettura piacevole e scorrevole, non troppo impegnativa, ma che tiene incollata alle pagine. Inoltre la parte storica è molto curata e mette alla luce una parte di storia di cui ignoravo l’esistenza, ovvero del SOE, ossia un gruppo di spionaggio durante l’occupazione nazista in Francia in cui donne e uomini, in una rete fitta e nascosta, combattevano contro coloro che erano considerati il “veleno della nazione”. Sicuramente approfondirò l’argomento.

 

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