Il gioco del suggeritore di Donato Carrisi- Recensione

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La chiamata al numero della polizia arriva verso sera da una fattoria isolata, a una quindicina di chilometri dalla città. A chiedere aiuto è la voce di una donna, spaventata. Ma sulla zona imperversa un violento temporale, e la prima pattuglia disponibile riesce a giungere soltanto ore dopo. Troppo tardi. Qualcosa di sconvolgente è successo, qualcosa che lascia gli investigatori senza alcuna risposta possibile – soltanto un enigma. C’è un’unica persona in grado di svelare il messaggio celato dentro al male, ma quella persona non è più una poliziotta. Ha lasciato il suo lavoro di cacciatrice di persone scomparse e si è ritirata a vivere un’esistenza isolata in riva a un lago, con la sola compagnia della figlia Alice. Tuttavia, quando viene chiamata direttamente in causa Mila Vasquez non può sottrarsi. Perché questa indagine la riguarda da vicino. Più di quanto lei stessa creda. Ed è così che comincia a prendere forma un disegno oscuro, fatto di incubi abilmente celati e di sfide continue. Il male cambia nome, cambia aspetto, si nasconde nelle pieghe fra il mondo reale e quello virtuale in cui ormai tutti trascorriamo gran parte della nostra vita, lasciando tracce digitali impossibili da cancellare. È un gioco, ed è soltanto iniziato. Perché lui è sempre un passo avanti.

Le vennero in mente gli Anderson, la loro scelta di sbarazzarsi degli oggetti elettronici. Crediamo di possederli, invece ci posseggono

Nuovo romanzo del grande maestro del thriller italiano, Donato Carrisi.
In questa nuova storia con protagonista Mila Vasquez l’autore affronta un tema caldo nel nostro secolo cioè quando la tecnologia abbia influenzato la nostra vita. Ci tiene in pugno o siamo noi che teniamo in pugno lei?
La retorica del romanzo vuol far capire al lettore quanto essa influenzi le nostre scelte, quanta verità si cela dietro un account, quanta vita reale è veramente reale sui social? Ma la grande domanda che l’autore ci pone è “La vita reale è quella sui social o quella fuori?”
Insieme a Carrisi e a Mila analizziamo e andiamo a scovare la parte nera del web, quella che oseremo definire malata, ma che in realtà esprime in pieno la vera natura umana,
Attraverso un gioco,che voleva essere solo un esperimento sociale,l’animo umano, quello vero e nascosto,quello senza inibizione trova sfogo e realtà. Un gioco dove la realtà viene esattamente ricopiata e ribaltata,nessuna regola, nessun timore sociale, nessuna legge e allora l’essere umano se all’inizio si dava da fare e trovava piacere in cose che in realtà non avrebbe mai fatto, rapidamente si trasforma in male. L’esperimento sociale infatti ha come scopo dimostrare quale parte dell’animo umano prevale: il bene o il male?
Mila, reduce da tutto il male assorbito negli anni passati, fa finalmente i conti con la sua malattia; essa infatti non prova emozioni, soffre di alessitimia, un nome strano e altisonante, ma che esprime perfettamente una condizione difficile. Mila che ha sempre fatto i conti con il male, con le indagini, con uccisioni efferate, deve prendersi cura della figlia Alice e trasmettergli un minimo d’amore.
In un gioco di luci e ombre, di bene e male, di realtà e immaginazione come danzatori nel buio Mila e Berish cercano di salvare Alice e di carpire i segreti di una realtà tangibile e irraggiungibile.
La scrittura del grande maestro è come sempre ineccepibile e il romanzo da buon thriller mette al lettore inquietudine e cattivi pensieri, intervallati a grandi riflessioni sulla tecnologia e sui social.
In conclusione oserei dire che Donato Carrisi non ha perso il suo fascino ed è ritornato con botto!

 

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