Il giardino degli incontri segreti di Lucinda Riley- Recensione

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Da bambina Julia Forrester ha trascorso molte ore felici nell’incantevole tenuta di Wharton Park, dove suo nonno coltivava con passione le specie più rare ed esotiche di fiori. Quando un terribile incidente sconvolge la sua vita, Julia, ormai bella e affermata pianista, torna istintivamente nei luoghi della sua infanzia, nella speranza che la aiutino a capire che direzione prendere, come è avvenuto in passato. Da poco, la tenuta di Wharton Park è stata rilevata dall’affascinante e ribelle Kit Crawford, che durante i lavori di ristrutturazione ha trovato un diario datato 1940, forse appartenuto al nonno di Julia. E mentre con l’avanzare dell’inverno la tensione tra Julia e Kit cresce di ora in ora, Julia si rivolge alla nonna Elsie per scoprire quale verità si nasconda dietro quelle pagine annotate. Ed è così che un terribile segreto sepolto per anni viene alla luce, un segreto potente, che ha quasi distrutto Wharton Park e che è destinato a cambiare per sempre anche la vita di Julia.

Altro romanzo della Riley,mi sento quasi un esperta del suo mondo, anzi dei suoi mondi. La Riley,in vetta alla mia classifica personale come miglior autrice, si rivela nuovamente un ottima cantastorie, riesce a ricreare mondi lontani e tempi passati e ricongiungere il passato e presente con colpi di scena che mai avresti pensato.

“Condividiamo un momento di infinito”…”Come nell’universo, non c’è inizio e non c’è fine. Siamo e basta”

“Il giardino degli incontri segreti” parte da un antica leggenda di una rosa nera, custodita gelosamente da un drago in una montagna. Un principe innamorato della sua principessa recluta tre persone per trovare quella rosa. Mentre i due si preparavano il terzo fece dipingere una comune rosa di nero, vincendo così il premio ambito dal principe e dando inizio alla storia.
Perchè si apre con questa leggenda? Perchè, secondo me, la Riley vuole far capire fin dall’inizio chi sono i veri protagonisti di questa storia: i fiori. Essi sono presenti ed hanno un ruolo nelle vicende, essi indicano la via al protagonista del momento, essi sono l’essenza del romanzo. Ovunque l’autrice ne trova, li spiega in maniera semplice, e lentamente ti fa sentire anche il loro profumo. Profumo che inebria la vita dei protagonisti partendo da Julia che si ritrova a ricostruire la sua vita e per farlo si rifugia nell’unico posto possibile, li dove tutto è cominciato: Wharton Park, ossia la vecchia dimora dei suoi nonni, dove nasconde ricordi felici, importanti per la sua rinascita.

Gli esseri umani sono una ricetta complicata,ed era affascinante l’aver scoperto alcuni degli ingredienti che creavano la propria unicità

All’interno del cottage ritrova un diario, esso rivelerà i segreti che una famiglia vorrebbe tenere nascosti, segreti e storie d’amore impossibili, a volte inaccettabili, ma che rendono il corredo genetico di Julia più ricco.
Come tutti i romanzi dell’autrice lo trovato geniale, mai scontato e mai banale. Colpi di scena da mozzare il fiato, certo non a livello di un thriller perchè qui siamo in un genere totalmente diverso, ma ugualmente inaspettati. Un finale bellissimo, da lacrime. Una storia travagliata sia al passato che al presente, ma come sempre, in questi romani, l’amore, la famiglia, l’unione e la rinascita ne escono sempre vincitrici.

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