Fidanzati dell’inverno di Christelle Dabos- Recensione

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“Fidanzati dell’inverno” è il primo volume di una saga fantastica (L’Attraversaspecchi) che si snoda tra le mirabolanti peripezie della protagonista Ofelia, una ragazza un po’ goffa ma dotata di due doni assolutamente speciali (può attraversare gli specchi e leggere il passato degli oggetti), e dei bizzarri personaggi che la circondano. Ai “Fidanzati dell’inverno” seguirà la pubblicazione degli “Scomparsi di Cbiardiluna” e “La memoria di Babele”. L’Attraversaspeccbi è una serie letteraria che mescola fantasy, belle époque, steampunk.

 

 

 

 

 

 

Ne avrete sentito parlare in tutte le salse di questo romanzo. Forse il libro più discusso,instagrammato che abbia mai visto e quindi come fare una recensione un pò particolare per distinguermi dalla massa? Semplicemente andrò a “dirvi” le cose, che secondo me, vanno bene e le cose che invece mi hanno fatto storcere il naso.
Partiamo subito con una visione sommaria della trama.
Ofelia vive, felice e beata, nella sua Arca (cosa che mi ricorda molto The 100,se non lo conoscete è una serie tv che vi consiglio). Ogni Arca ha una caratteristica, la sua è quella di essere una arca pianeggiante, piena di verde e sole. Come nel medioevo, i genitori scelgono alla figlia un “fidanzato”. Ofelia ne ha scartati molti, così i genitori sono andati a pescare un ragazzo da un altra arca, chiamata Polo. Come lo stesso nome fa intuire, siamo in un arca dove l’inverno è perenne. Buio,tempeste e neve sono i protagonisti. Ofelia,che non si può opporre a questa unione, viene mandata, insieme alla madrina, in quest’arca dove farà la conoscenza del fidanzato e della sua piccola famiglia. Thorn è un ragazzo che ha fatto carriera ed un impresario dello stato, quindi molto impegnato. Non si dedica minimamente a Ofelia,ne cerca di essere compiacente con lei, anzi tutto il contrario. Thorn si dimostra il pezzo di ghiaccio, descrizione adatta al luogo, che è!
Ofelia e la zia scopriranno, quindi, un mondo diverso da quello conosciuto finora, conosceranno per la prima volta la malvagità, le trappole, le calunnie e tutto ciò che di “scontroso” può esserci nel vocabolario.

Data un occhiata sommaria alla trama, passiamo subito alle cose positive e negative del romano.
Mi scuso in anticipo se ci saranno degli spoiler, ma spero di non farne dei grossi per non intralciare la vostra lettura.

Un aspetto positivo e anche originale è la trama in se. Il mondo creato è qualcosa di particolare che non avevo mai visto (forse perchè leggo pochissimi fantasy), ma ammetto che mi ha stupita l’originalità del tutto. Il concetto di “arca”, come ho scritto precedentemente è un qualcosa di già visto, anzi già sentito, ma non nella maniera descritta dall’autrice.
Un altro aspetto che mi è piaciuto molto è stato la caratterizzazione del personaggi, in quanto hanno tutti un carattere ben definito, amabili o meno, si contraddistinguono.

Ofelia è la “classica” ragazzina, innamorata del concetto dell’amore, che si trova ad affrontare brutalmente la realtà. Starnutisce sempre, aspetto che mi ha infastidito parecchio, perchè non abituata al clima del Polo. Non sembra neanche una ventenne, ma una sedicenne sia per come si esprime sia per i suoi sogni e viaggi mentali. L’aspetto che mi è piaciuto meno di Ofelia è il fatto di apparire sempre fragile e malaticcia, come se questo dovesse rendere la protagonista più affabile e noi lettori più comprensivi nei suoi confronti. L’aspetto,invece, che mi è piaciuto di più del suo personaggio è la consapevolezza di avere un dono, un dono prezioso che deve custodire ed un etica su di esso. E’ consapevole che i suoi doni possono aiutarla nel nuovo mondo, ma non vuole sfruttarli appieno, cosa che sono sicura farà nei prossimi capitoli.

Thron, protagonista maschile del romanzo, è il fidanzato burbero, freddo e tanto temuto da Ofelia. Si dimostra un ragazzo disciplinato e dedito al suo lavoro, fin da subito. Ignora quasi completamente la “promessa fidanzata”, non fa nessuno sforzo per farsi conoscere ne per apparire migliore di quello che è. Thorn è un personaggio, come Ofelia d’altronde, molto stereotipato. Il classico cattivo ragazzo che si redimerà nei prossimi capitoli, quello che inizialmente ogni lettore odia e che poi si rivelerà un ragazzo dal cuore d’oro e scioglierà i nostri poveri cuori induriti dal freddo e dal gelo.
L’aspetto che mi è piaciuto di questo ragazzo è la sua aria da bonaccione, cioè nonostante l’autrice voglia farlo vedere come un lastra impassibile, lui si dimostra avere dei sentimenti, avere qualcosa che batte, infondo, forse molto infondo, ma qualcosa c’è. Mi è piaciuta la sua dedizione al lavoro e il suo voler aiutare il prossimo. Ho odiato profondamente,invece, la sua “ignoranza” nei confronti di Ofelia,come se fosse una zavorra da cui non si può liberare, ma ,ripeto, sono sicura che questo aspetto verrà debellato nei prossimi capitoli.

I personaggi secondari sono, anch’essi, ben sviluppati e ben categorizzati. Abbiamo la madrina preoccupata per le virtù della nipote,che la segue come un cagnolino e scodinzola ad ogni parola detta da Thorn a Ofelia. La zia di Thorn, Berenilde, è il personaggio ambiguo del romanzo, quello che lo si odia a prescindere da tutto e non credo avrà un riscatto, almeno ai mei occhi, nei prossimi capitoli. Un personaggio alquanto odioso nella sua totalità.
I personaggi secondari abbondano nel corso della lettura e confermo quando detto prima, cioè sono tutti ben caratterizzati e le loro storie sviluppate. Non c’è niente lasciato al caso, ne tantomeno messo lì a casaccio per fare scena, la narrazione quindi si presenta ben scandita in ogni punto.

Le edizioni E/O hanno preso il bersaglio in pieno centro con questo romanzo e attendo, trepidamente, gennaio per leggere il secondo capitolo.

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