Sice.Le bambole non hanno diritti di Fernando Santini per la DOMENICA EMERGENTI

Buongiorno a tutti voi lettori. Mi chiamo Fernando Santini e sono nato a Roma nell’aprile del ’65. Posso quindi affermare si essere un giovane di 53 anni, Romano e dell’Ariete. Questi tre elementi, per chi mi conosce, descrivono sinteticamente e completamente chi io sia. Un romano è una persona che ha un’indole scanzonata, che può sembrare strafottente e senza voglia di agire. In realtà ogni romano nasconde, in sé la sagacia di Pasquino, la capacità di equilibrio e mediazione che solo la convivenza con le diverse forme di potere hanno saputo far maturare, la disponibilità al lavoro sodo, svolto in silenzio. Da buon Ariete sono una persona che prende fuoco rapidamente e che ama le sfide, specie quelle difficili, sono testardo (qualche volta bastardo), ma farei salti mortali per le persone a cui voglio bene. Pur avendo 53 anni mi ritengo ancora giovane perché malgrado abbia avuto modo di vedere molto del mondo e della vita, sono ancora pieno di curiosità e chiedo al mondo di sorprendermi.

Gli amici e i colleghi mi dicono che sono una persona affabile ed affidabile, che sono in grado di essere un goliarda che tiene insieme un gruppo, ma che riesco ad essere sereno anche rimanendo da solo. Dal punto di vista lavorativo mi occupo lavoro in un grande gruppo bancario italiano e curo la vendita dei servizi di incasso e pagamento verso una serie di gruppi nazionali ed internazionali. Questa attività mi porta spesso in giro per l’Italia offrendomi la possibilità di conoscere molte persone e di arricchirmi dal punto di vista delle relazioni umane. Amando la lettura d quando avevo nove anni, ho approfittato dei miei spostamenti di lavoro per leggere molti libri, spaziando dalla fantascienza, al giallo, al thriller, allo spionaggio, alla narrativa e non disdegnando i classici. Non avevo mai avuto voglia di scrivere un romanzo, ma nel settembre 2014 una situazione vissuta da una persona a me cara ha come colmato un vaso che era già pieno e, come reazione, ho iniziato a scrivere una storia in cui inserire molte delle mie esperienze di vita, molte delle mie idee e pensieri. Il romanzo si scriveva da solo, circa 600 pagine prodotte in meno di 4 mesi. Il risultato mi piacque e quindi decisi di stampare a mie spese quel romanzo rivolgendomi a una tipografia, in modo da distribuirlo tra amici e parenti per averne una valutazione. I commenti che ricevetti furono positivissimi e questo mi spinse a considerare seriamente la possibilità di scrivere altri romanzi. Ne scrissi altri 3, in cui provai diverse tecniche di narrazione, prima di sentirmi pronto per il grande salto: iniziare a scrivere qualcosa per un pubblico che non fosse solo quello dei miei conoscenti. Il quinto romanzo da me scritto fu SICE Le bambole non hanno diritti. Completato nel giugno del 2016 e verificato con i miei beta reader prima di inviarlo in valutazione a delle case editrici. Nel febbraio 2017 accettai la proposta di pubblicazione di una giovane e dinamica casa editrice romana, la Dark Zone Edizioni, e ora SICE è una realtà che dopo aver esordito a Più Libri Più Liberi, approda anche al Salone del Libro di Torino.

 

 

 

 

 

 

Nella mia vita da lettrice ho avuto modo di leggere tanti polizieschi da poter dire che sono uno dei mie generi preferiti. Molti polizieschi hanno quel noir che mi intriga e mi fa andare avanti nonostante i vari “cliché” che è inevitabile trovare.
Oggi ho avuto modo di affrontare uno scrittore in erba, non molto conosciuto, ma che, nel suo romanzo, è riuscito a soddisfare tutte le mie aspettative.
Il titolo non mi incuriosisce più di tanto, ma leggendo già la quarta di copertina, vedo che ce del potenziale.

In questo romanzo, penso proprio volutamente, l’autore affronta dei temi scottanti e alquanto particolari. Alcune vicende sono al limite della sopportazione umana e psicologica, cosa che mi ha alquanto disturbato, in maniera positiva, ma allo stesso tempo coinvolto maggiormente nella lettura e nello svolgimento delle indagini. Affrontiamo,dunque due indagini, che si sviluppano in parallelo, senza motivi evidenti di ricongiungimento,ma che alla fine nascondono quel punto in comune. Il romanzo è composto da circa 150 pagine, quindi non solo di facile lettura, ma anche scorrevole perchè lo si può leggere tranquillamente in un giorno, visto che comunque la vicenda è molto intrigata, ma altrettanto calamitante. Il protagonista è il vice questore Gottardi che insieme alla sua squadra di “prescelti” danno vita al SICE (da qui il titolo) che cerca di risolvere delle indagini su crimini efferati e già da questo primo capitolo l’autore ci da modo di capire di che tipo di crudeltà stiamo parlando.
Io non so se voi siete a conoscenza del mondo nascosto d’internet, ne hanno parlato praticamente ovunque, quel mondo che ce, ma non si vede, ben nascosto e che nasconde cose disumane come la pedofilia o gli “snuff film” , questo mondo, nonostante sia ripugnante anche solo l’idea ad un uomo o donna comune, per altri è un attrattivo potete. La nostra squadra si trova quindi ad indagare sull’omicidio di un regista di tali film e sulla scomparsa di bambini clandestini, scomparsi nel nulla dal loro centro di “raccolta”.

Trovo questo romanzo pieno di potenziale nascosto. La vicenda è intrigata e intrigante, tanto da non riuscire a staccare gli occhi di dosso dal libro. Data la brevità del libro non mi aspettavo chissà che e invece ho trovato dei personaggi,ancora sconosciuti, ma ben delineati, con del carattere e un vissuto, che conosceremo a malapena, ma che spero l’autore approfondirà successivamente. Il finale è aperto quindi confido veramente in un seguito. L’autore,a mio parere, potrebbe essere paragonato a Antonio Fusco,come genere e come prosa, quindi direi che le basi per un ottimo scrittore di polizieschi c’è.
Un consiglio che mi permetto di dare all’autore, dal basso della mia ignoranza, è quello di migliorare la qualità dei dialoghi, in quanto molto spesso si cade nei soliti cliché polizieschi e anche nelle “tecniche poliziesche“,di apportare maggiore attenzione a questo, per il resto è un lavoro ben fatto!

Precedente L'eredità di Fabrizio De Andrè Successivo Lacrime di cera di Liliana Marchesi- Recensione

Lascia un commento

*