Sempre (s)connessi

di Diletta Alaimo

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Recentemente, in una delle tante serate passate ad attendere la fine degli esami, mi sono imbattuta in un film dal titolo Sconnessi, diretto da Christian Marazziti. Mossa – come sempre- dalla curiosità, decisi di guardarlo non una volta ma ben due perché questo genere di commedia riconosciuta di interesse culturale, credo proprio che debba essere vista più e più volte per comprenderne veramente il significato più profondo.

Il film parla di una famiglia allargata in cui il capostipite, Ettore -nemico di internet- ,decide di organizzare un weekend nel suo chalet in montagna insieme alla compagna Margherita, ai due figli Claudio e Giulio, al fratello di Margherita, Achille con la successiva aggiunta di Palmiro, fratellastro di Achille e Margherita; ad attenderli in questo magnifico luogo tra le montagne del Trentino, ci saranno Olga, la governante russa e la figlia, Stella.Tutti questi personaggi sono accomunati dalla dipendenza da internet, poco importa se per “lavoro” o per gioco (come il caso di Claudio, giocatore di poker online), la cosa fondamentale è essere sempre,maledettamente connessi. <<Mi chiedo se il nuovo bon ton abbia già deciso dove mettere il cellulare mentre si mangia>> afferma Ettore durante la cena.Ognuno di loro ha necessariamente qualcosa da fare. La mattina seguente, all’improvviso, si ritrovano tutti sconnessi: <<[…]non c’è più campo, non c’è più linea!!>>, urlano tutti come dei poveri pazzi chiusi in un manicomio: chi va avanti ed indietro, chi punta il cellulare in aria, chi va fuori alla ricerca del wifi ma niente, sono tutti sconnessi. Da questo momento in poi, la situazione viene ribaltata e seguiranno una serie di avvenimenti rocamboleschi che trascineranno i protagonisti in un’altra dimensione, quella reale.

 

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Non voglio svelarvi altro perché è un film che va davvero visto e compreso e,come al solito, ho iniziato a riflettere e pormi delle domande: com’era la nostra vita senza internet? Siamo veramente diventati come ci descrive il regista o è tutta un’esagerazione? Cosa facevamo senza avere i social?

 

Spesso osservo la gente intorno a me e mi accorgo che sono tutti col capo chino sul cellulare e non ci si rende conto di chi o cosa ci sia accanto. Ci si mette d’accordo con gli amici per uscire e trascorrere del tempo insieme e poi,alla fine, ci si ritrova tutti attorno ad un tavolo, ognuno immerso nel proprio mondo virtuale a scorrere immagini e quant’altro. Ma come siamo diventati?

Sconnessi è solo un film, per carità, ma racconta una storia vera, la nostra storia, quella di tutti i giorni. Non si parla più, non si ascolta più, qualunque cosa stiamo vivendo deve necessariamente essere immortalata sul telefonino e non abbiamo più la capacità di conservare certe emozioni solo nella nostra memoria. Che poi, parliamoci chiaro: i video, le foto non vengono più rivisti ed alla fine tutto viene elininato e non ci rendiamo conto di aver perso quel momento per la stupidaggine di aver tenuto in mano un aggeggio.

Il film inizia con una frase:<<Sapete quante volte viene toccato lo schermo di un cellulare? 2600. E sapete quante di queste volte sono necessarie alla nostra vita? 14.>> Soltanto questo dato, personalmente, mi ha fatto venire i brividi.

Non voglio fare la parte di quella che guarda al passato o vive nel passato ma credo proprio che abbiamo dimenticato a cosa servissero davvero i cellulari: per chiamare e mandare messaggi. Non mi pare che tutti stessimo ore ed ore a fissare lo schermo come degli automi, lo usavamo per necessità. Abbiamo anche dimenticato cosa facevamo senza internet, facebook, instagram e non a caso scrivo “abbiamo” perché neanche io lo ricordo più. Sì,uscivo, incontravo gente…poi? Niente, tutto cancellato. Scattavo foto solo quando andavo in gita scolastica o per qualche compleanno…poi? Leggevo, certo e se qualche frase mi colpiva particolarmente, la annotavo in un quadernetto o al massimo la sottolineavo; adesso la scrivo sul cellulare.

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Naturalmente, l’utilizzo di internet ha i suoi pro e contro, non c’è dubbio come, ad esempio, ricevere le notizie in tempo reale, cercare qualche ricetta particolare, acquistare oggetti ad un buon prezzo…ma siamo così sicuri di non riuscire a fare più niente senza di lui? Le notizie possiamo sempre leggerle nei quotidiani; le ricette possiamo trovarle nei vecchi libri delle nostre nonne; gli oggetti possiamo trovarli nei negozi e quindi uscire ed avere contatti reali, dal vivo, non solo attraverso una tastiera.

Insomma,siamo arrivati fin qui, siamo sopravvissuti senza connessione: perché non possiamo farlo dopo aver sperimentato come la tecnologia ci ha trasformati?

Ho come la sensazione che abbiamo perso il senso della bellezza che abbiamo intorno; abbiamo perso l’umanità,l’importanza di un abbraccio, di una carezza, di un bacio; abbiamo perso i contatti…e non quelli telefonici.

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