Premio nobel, premi letterari e classifiche

Classifiche e premi: oggi non voglio parlare di un libro specifico ma dei libri e della letteratura in generale. E della mia percezione di questo fenomeno diffusissimo ma talvolta perverso della classificazione. Il sospetto è il mio principale sentimento quando penso alle classifiche.

premio nobelLo scandalo all’interno dell’accademia più prestigiosa

E il mio sospetto è cresciuto ancora di più nell’ultima settimana, appena ho sentito la notizia della sospensione del Premio Nobel per la Letteratura per il 2018, e la sua attribuzione posticipata che avverrà il prossimo anno. La causa è stata lo scandalo sessuale e finanziario che ha coinvolto l’accademia. L’accusa parte da 18 denunce per molestie sessuali, tutte a carico di Jean-Claude Arnault, fotografo e marito di una delle componenti della giuria. All’interno dell’Accademia, dopo questa notizia, è ovviamente successo un terremoto. Diverse dimissioni, rese possibili grazie all’immediata riforma del regolamento (prima d’ora i componenti avevano una carica a vita e non erano ammesse dimissioni). Ma oltre alle accuse per molestie, che da sole basterebbero a far crollare il sistema integro del premio Nobel, ci sono anche quelle relative alle scommesse e ai finanziamenti in conflitto di interesse.

Mi è venuta subito in mente una riflessione: a che punto siamo arrivati se anche l’Accademia svedese è colpita da questi scandali? Come possiamo pensare all’indipendenza di questa istituzione e del suo giudizio? Ma soprattutto, i premi precedenti sono veramente lo specchio della reale qualità dei lavori degli scrittori o sono frutto di macchianazioni di palazzo, di poteri politici, sociali ed economici? Ancora non mi sono data una risposta, ma mi sono ripromessa di leggere qualche libro degli ultimi scrittori premiati per pesare il valore della loro scrittura e le mie percezioni da lettrice, più che quello della loro fama e dei premi attribuiti.

E gli altri premi letterari?

Tra le centinaia di premi esistenti a livello mondiale quelli più conosciuti per noi italiani sono forse il Premio Pulitzer, il Booker Prize, il Premio Campiello, il Premio Strega e il Premio Europeo per la Letteratura.

Nella maggior parte dei casi questi premi hanno giurie composte da esperti e, in qualche caso, anche da “lettori forti”, come accade ad esempio per il Premio Strega. In questo caso quindi la domanda diventa quella opposta: i libri premiati sono solo quelli “perfetti” dal punto di vista linguistico, lessicale, qualitativo? O c’è spazio per l’emozione, il sentimento, il piacere della lettura e soprattutto per i lettori? Per noi che leggiamo, commentiamo, suggeriamo e divoriamo i nostri amati libri. Se dovessi basare il mio parere sull’ultimo Premio Strega, Le otto montagne di Cognetti, direi senza nessun dubbio che il verdetto è stato perfetto, che nessun libro potrebbe essere migliore di questo. Ma mi rendo conto che è un parere del tutto soggettivo. Se dovessi guardare invece ai premi ricevuti da Auster o dalla Ferrante, mi verrebbe da pensare che le giurie e i premi sono veramente lontani dalla realtà dei lettori.

Le classifiche di vendita e il mercato

Ultimo argomento su cui rifletto sempre è quello spinosissimo delle classifiche. Ogni settimana molti siti e giornali pubblicano la classifica dei libri più venduti in Italia sulla base delle rilevazioni operate dalle librerie, fisiche e online. Rilevazioni di dati economici mi viene da pensare. Mi spiego meglio: rilevare solo i dati di vendita non significa forse sminuire le valutazioni dei lettori? A me è capitato diverse volte di comprare un libro sulla scia della pubblicità, del lancio del libro durante le vacanze o in momenti precisi. Ma questo acquisto non sempre è stato premiato dal piacere della lettura.

Quanti di noi lettori dopo aver comprato un libro saldamente posizionato al vertice della classifica hanno maledetto l’acquisto pensando alla scarsa qualità della lettura? Personalmente non sono troppo influenzata da premi e classifiche, per me l’equazione libro più venduto in quella settimana = libro più bello non corrisponde sempre alla verità assoluta, anzi. Per me i numeri sulle classifiche rappresentano soltanto il volume d’affari dell’editore e dello scrittore. Cose molto diverse da una valutazione sulla bella scrittura, sulla qualità del lavoro fatto dallo scrittore, sulle sensazioni di noi lettori. Numeri a volte influenzati dalla massiccia pubblicità e, ultimamente, dai consigli dei bookblogger e influencer.

Le mie conclusioni

Non mi piace il sistema del Premio Nobel, non mi piace quello dei Premi letterari e non mi piacciono le classifiche. E allora? direte voi… E avete ragione, nemmeno io ho la risposta perfetta per capire come “difendersi” da questi fenomeni. Ma forse ci sarebbe bisogno di un bilanciamento dei vari elementi chiedendosi quando un libro possa essere definito un bel libro. Da lettrice penso che un libro premiato dalla critica, acclamato dai lettori e acquistato in maniera massiccia possa essere definito un buon libro. Cosa che non ritengo possa essere fatta per libri che siano solo molto venduti o solo premiati.

Voi cosa ne pensate? Siete sempre d’accordo con i premi letterari? O molte volte rimanete perplessi davanti agli annunci dei finalisti e dei vincitori? E cosa pensate delle classifiche, vi lasciate influenzare o siete critici come me? Mi piacerebbe che se ne parlasse di più e mi piacerebbe avere i pareri sinceri dei lettori di questo blog. Potete tranquillamente smentirmi, sarò felice di cambiare idea! 🙂

 

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