Post fata, resurgo

 

 

 

di Diletta Alaimo

 

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Non preoccupatevi, cari lettori, non sono impazzita (forse!) e non sono neanche posseduta da strane forze oscure che mi consentono di parlare altre lingue. Quella che vedete scritta come titolo dell’articolo di oggi, è una locuzione latina che significa: “Dopo la morte, risorgo.” Non in senso letterale, s’intende; anche perché, chi mi conosce, sa che non sono particolarmente credente e certe idee le lascio a chi, senza ombra di dubbio, se ne intende molto più della sottoscritta!

La risurrezione di cui desidererei parlarvi in questo articolo, è di un’altra natura: stupida, per chi non è propenso a determinati argomenti, fondamentale per chi ci crede e, di conseguenza, l’ha vissuta.

Si può risorgere dopo una malattia, un incidente, un lutto, un dispiacere che ci ha buttati a terra, che ci ha fatto entrare in un labirinto senza via d’uscita (apparentemente): la rinascita dell’anima.

 

A tutti, almeno una volta nella vita, sarà capitato di star male per qualcuno o qualcosa: ci si sente morire dentro, ci si sente – ed in fondo, lo si è – soli, abbandonati, ogni angolo del globo sembra ricordarci cosa o chi abbiamo perso ed allora sprofondiamo nella tristezza più totale. I giorni sembrano essere tutti uguali e la vita sembra non avere più alcun senso, al punto tale da pensare di farla finita in modi più o meno dolorosi. Non mangiamo, non usciamo, non viviamo. Stiamo ore ed ore a chiederci perché sia dovuto accadere proprio a noi nonostante la presenza di altre centinaia di persone: “Perché è successo?”.

Iniziamo a sentirci sbagliati, inetti, stupidi, brutti, ci addossiamo colpe che, in realtà, non abbiamo; ci perdiamo e non sappiamo più chi siamo e perché siamo nati.

Avanti, a chi non è successo? Chi, anche solo per un secondo,non si è sentito così?

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Non voglio stare a qui ad  analizzare tutti gli argomenti punto punto perché non sono una psicologa né ho intenzione di diventarlo ma sono consapevole del fatto che esistono persone che stanno attraversando uno dei momenti più neri e brutti della propria esistenza ed oggi voglio dire loro che non è vero che non esiste via d’uscita, non è vero siete sbagliati, non è vero che non avete un senso! Che questa idea provenga dalla vostra mente o da un’altra, poco importa, dovete liberarvene immediatamente.

I periodi terribili, dipendenti da noi stessi o da fattori esterni, DEVONO  capitare e sapete perché? Perché sono proprio loro che ci danno la forza di venir fuori per ciò che realmente siamo; ci fanno combattere, ci aiutano (suonerà strano ma,credetemi, è così) a capire se siamo dei combattenti o dei guerrieriMagari questi due termini potranno sembrarvi sinonimi ma non lo sono affatto: il primo sa che, nella battaglia, può perdere; IL SECONDO LOTTA PER VINCERE. Sta a noi decidere chi e cosa essere.

Le battaglie, si sa, sono difficili e possono essere veramente lunghe ma l’unica cosa che conta è non smettere mai di combattere per nessuna ragione al mondo; è basilare stare sempre in guardia, attenti perché il nemico è dietro l’angolo e basta una piccolissima distrazione per ricadere nel vortice.

La cosa di cui, spesso, non ci si accorge è che,nella lotta, lentamente si inizia a venir su, si ricomincia a vedere la luce, anche solo un minimo spiraglio rappresenta la salvezza e più lottiamo più ci avviciniamo e tutto, improvvisamente, sembra lontano, passato, quasi concluso e ci domandiamo il motivo per cui siamo stati così stupidi!

Allora ogni cosa sembra diversa: la città, le piante, le persone, i nostri cari, NOI STESSI. 

Sì, senza rendercene conto, siamo davvero cambiati e tutto quello che ci sembrava impossibile, all’improvviso diventa possibile, persino scalare l’Everest!

 

Quindi, non state troppo a rimuginare, non fatevi troppe domande, non state lì a chiedervi il motivo per cui è successo questa cosa al posto di un’altra: non serve, è assolutamente inutile, lo…scrivo per esperienza.

 

Esiste il bene, così come esiste il male.

Esistono le persone buone che ci aiutano e danno coraggio;esistono le persone cattive che non faranno altro che ostacolare il nostro cammino e convincerci di non valere niente.

Non date peso a loro, non date ascolto: eliminatele dalla vostra vita.

Esistono eventi positivi, esistono eventi negati che,paradossalmente, ci aiutano a risorgere dopo la tempesta. Post fata, resurgo.

C’è chi lo chiamo destino; chi sostiene che tutto sia scritto.

 

Io la chiamo, semplicemente, VITA. 

 

Risorgete…da adesso.

 

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