La fine dei vandalismi di Tom Drury – Recensione

PREZZO DI COPERTINA: €19

EBOOK: €8,99

PAGINE: 392

 

In un Midwest più o meno immaginario, esiste Grouse County, un dedalo di cittadine e piccoli villaggi i cui abitanti sono legati a doppio filo da tutte, o quasi, le tipologie di rapporti umani esistenti: amicizia, amore, odio, rivalità, semplice conoscenza. La vicenda inizia quando Louise Darling, dopo aver divorziato da Tiny, un uomo che vive di espedienti, si innamora di Dan Norman, sceriffo a caccia proprio del marito della donna. Da questo momento in poi, il romanzo diventa corale e l’autore decide scientemente di non dirigere i propri personaggi dall’alto, come un dio, come un burattinaio, ma di lasciare che siano loro, con le loro azioni, i loro sentimenti, le loro bassezze, a dare vita al romanzo.

“La fine dei Vandalismi” è un romanzo sulla vita e, come tale, è profondo ma anche leggero, esilarante ma anche struggente. Non segue sentieri già tracciati ma si affida alla ingestibile casualità dell’esistenza.

Tutti i lettori troveranno un po’ di loro stessi: magari in Mary, la madre di Louise, o in Marnie, la spogliarellista; e ancora, in Joan, in Hans, in Albert, in Helene, in June o in tutti gli altri personaggi “imperfettamente umani” che, con mano sapiente, l’autore americano ha saputo regalarci.

Regalarci, sì, perché, come ha scritto Jon McGregor, autore britannico:” Dopo aver letto La fine dei vandalismi, ne parlerete a tutti e i vostri occhi brilleranno dell’immenso piacere di aver vissuto nelle sue pagine”.

Trecentonovantadue pagine che vi sembreranno finire troppo in fretta. Consigliatissimo.

Erica

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